Lab Factory

Via di Rocca Tedalda, 132, 50136 Firenze FI

Cellulare: 3470586177
Per appuntamenti chiamare!

Inviaci una email

Domande frequenti

Probabilmente troverete alcune risposte nelle FAQ

Quali sono i vantaggi dei parquet e dei pavimenti in legno?

Il pavimento in legno, considerate le sue virtù naturali, è ed è sempre stato un elemento indispensabile per rendere caldo, accogliente e vivibile ogni tipo di ambiente, grazie alle tonalità di colore morbide e naturali e a caratteristiche tecniche quali la scarsa conducibilità termica e il buon isolamento acustico. Il pavimento in legno non è solo economicamente conveniente, ma è anche igienicamente più sano ed esteticamente insuperabile. La posa ottimale del parquet dipende da accorgimenti fondamentali, quali il controllo dell’umidità dell’ambiente e del sottofondo, la qualità del piano di posa e le sue caratteristiche, l’uso di prodotti complementari e di finitura adatti al tipo di pavimento.

Quali sono le tecniche di posa?

Le tecniche di posa del parquet sono essenzialmente tre – flottante, inchiodata, a colla -, e variano anche in base al tipo di parquet e all’essenza scelta. Il parquet in legno massiccio, ad esempio, richiede tempi più lunghi del parquet prefinito, che può essere posato anche in giornata.
La posa del parquet flottante (o galleggiante) è una tecnica utilizzata generalmente per parquet a listoni prefiniti di grosse dimensioni, che permette anche di riutilizzare i listoni stessi, in quanto svincolati dal supporto. Si sistema sul piano di posa un sottile strato di materiale isolante tipo telo di nylon o polietilene, allo scopo di limitare l’umidità e attenuare i rumori; quindi si posano i listoni di parquet, incastrati con combinazione maschio-femmina. È una tecnica di posa veloce che può essere effettuata anche su pavimenti preesistenti e che rende il pavimento immediatamente calpestabile.
La posa in opera inchiodata (o chiodatura) è una tecnica che si utilizza molto per parquet a listoni di massello a maschio e femmina o per prefiniti da almeno 10 mm. Gli elementi vengono incastrati e poi inchiodati su un’intelaiatura in legno, che aumenta lo spessore complessivo. Qualora non si potessero inchiodare tutti i listoni (perché in corrispondenza di tubature, impianti, ecc.) si può utilizzare la colla. Naturalmente, la posa inchiodata non è adatta su pavimenti preesistenti.
La posa incollata del parquet (o incollaggio) è la tecnica ad oggi più usata per la posa in opera dei pavimenti in legno, indicata soprattutto per parquet in massello. I listelli vengono incollati direttamente sul pavimento o su una soletta di cemento usando colle specifiche. Il fondo deve essere perfettamente asciutto perché eventuali tracce di umidità finirebbero per danneggiare il parquet. Questo tipo di posa è da preferirsi per ambienti umidi poiché evita il pericolo di infiltrazioni d’acqua attraverso il battiscopa.

Quali sono le tipologie di posa?

Con la posa flottante il parquet viene posato sul pavimento, frapponendo un tappetino tra parquet e pavimento: il peso del parquet lo tiene fermo. Con la posa incollata, invece, il parquet viene incollato a terra. Tra i due tipi di posa non ci sono grosse differenze, ma in alcuni casi si è obbligati a scegliere il parquet flottante, come ad esempio se lo si vuole posare da sé: la posa flottante è più semplice del parquet incollato, che richiede strumenti specifici, grande manualità, precisione e rapidità, poiché con la colla bi-componente a presa rapida se si sbaglia è pressoché impossibile correggere l’errore, mentre con il parquet flottante basta sganciarlo. Altro caso in cui non c’è alternativa alla posa flottante è quando si vuole preservare il pavimento esistente, ad esempio se si è in affitto, se si vuole avere la possibilità di sganciare il parquet in un secondo tempo, oppure in presenza di pavimenti che non si vogliono rovinare. Se il massetto di cemento non è sufficientemente asciutto o ci sono rischi di infiltrazione, il parquet flottante è molto più indicato grazie al tappetino che evita la risalita dell’umidità dal pavimento al parquet. Infine, se il massetto non è perfettamente piano o poroso al punto giusto, il tappetino rappresenta un valido aiuto per la riduzione di questi difetti senza bisogno di costosi trattamenti.

Quale essenza scegliere per la posa?

Nella scelta dell’essenza del parquet da posare bisogna sempre tenere conto del grado di umidità e dell’esposizione a escursione termica dei locali. Ad esempio, bagno e cucina sono luoghi umidi: i legni più adatti a questi locali sono quelli esotici (teak, iroko, dossi); in cucina, in particolare, è consigliabile un pavimento in legno duro (meglio il padouk delle specie europee, caratterizzate da durezza inferiore). La stessa cosa vale per i riscaldamenti a pavimento, inadatti ad essenze dolci come il rovere. Nella scelta dell’essenza per il parquet bisogna altresì considerare il fatto che il legno tende generalmente a scurirsi con l’esposizione alla luce (a parte il teak, che fa l’esatto opposto) e che una tonalità chiara può portare un po’ di luce in ambienti scarsamente illuminati. Si tenga infine presente che, da un punto di vista strettamente estetico, sarebbe bene mantenere la stessa essenza e lo stesso tipo di posa del pavimento in tutta la casa, zona giorno e zona notte.

Quali sono i trattamenti di finitura e manutenzione?

Dopo la posa il pavimento deve essere sottoposto a finiture (ciò non vale naturalmente per il parquet prefinto, dai listelli pre-verniciati), e cioè a verniciatura, ceratura o trattamento ad olio. La verniciatura consiste in una prima mano di vernice con cui si otturano eventuali pori del parquet, seguita da altre, che vanno a creare una pellicola protettiva per facilitare la manutenzione del pavimento. La ceratura, invece, aiuta a mettere in risalto la qualità del legno, ma lo protegge meno della verniciatura e richiede molta cura in fase manutentiva. Il trattamento ad olio, infine, impregna il parquet pur consentendo al legno di respirare ma, come la ceratura, richiede maggior cura della verniciatura. Dunque, il parquet verniciato è più pratico, si graffia meno e si pulisce facilmente con un panno morbido e umido, senza bisogno di appositi detergenti, ma riflette molto la luce e dà un effetto leggermente meno naturale e più lucido di un parquet oliato. Il parquet oliato, invece, ha un aspetto più naturale e si presta meglio a finiture speciali come sbiancatura, decapatura, anticatura); per rimetterlo a nuovo basta un trattamento annuale di oliatura.

Quanto costa mettere il parquet?

Le variabili che incidono sul costo di un parquet sono tante e comprendono l’essenza scelta (essenze di origine europea, come ad esempio il rovere e il faggio, naturalmente hanno costi inferiori rispetto a quelle esotiche come iroko e doussiè), il tipo di parquet (massello, prefinito, impiallacciato o stratificato), il tipo di supporto (la betulla è più costosa dell’abete, a sua volta più costosa di pioppo e pino, mentre HDF e MDF sono invece supporti economici, adatti anche per i laminati), la dimensione delle tavole (i listoni più grandi e costano più dei listelli), le finiture scelte (sbiancatura, decapatura, anticatura e spazzolatura sono trattamenti che incidono sui costi, mentre si può risparmiare lasciando un’essenza al naturale e limitandosi alla verniciatura) e il tipo di posa.